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L’eccessiva diffidenza può rendere tristi?

Hai poca fiducia nei comportamenti altrui? Sei diffidente con tutti? Impara a rilassarti e a distinguere il bene dal male, perché troppa diffidenza rende tristi

Vivere in mezzo agli altri non è mai facile soprattutto se si è sempre pronti a giudicare chi ci sta intorno e a guardare tutti con sfiducia e diffidenza.

Sebbene la vita alterni momenti piacevoli a momenti spiacevoli, è bene ricordare che non è possibile fare di tutta un’erba un fascio e che, per vivere meglio, occorre fermarsi a riflettere su come imparare a distinguere ciò che rappresenta il bene da ciò che invece è cattivo. E anche se siete stati già illusi da qualcosa che all’apparenza poteva sembrare buono, non arrendetevi e continuate a mostrarvi disponibili e aperti con chi cerca di comunicare con voi.

Bisogna ammettere che non è sempre facile assumere atteggiamenti di fiducia nei confronti di chi non si conosce, ma se questo può aiutare a vivere meglio cosa vi costa provare?

La diffidenza non aiuta a vivere né con se stessi né con gli altri, perché spinge ad essere tanto riservati e permalosi da tenere a distanza tutti quelli che cercano di istaurare un rapporto. Tale atteggiamento è spesso sintomo di un disturbo della personalità che stimola continui dubbi nella mente del soggetto, rendendolo oltremodo sospettoso e irrequieto. In questo modo, si ostacola la nascita di nuove relazioni o si rende intollerante la sopravvivenza di quelle già esistenti, che si reggono sull’abitudine, andando avanti anche senza amore.

In questi casi non si comprende che questo comportamento sia causato dall’insicurezza personale insita nel soggetto che preferisce chiudersi in segno di autodifesa nei confronti del mondo esterno. Nonostante però il diffidente sia inconsapevole di questa sua problematica, tende ad accostarsi agli altri alla morbosa ricerca di affetto e nella speranza di poter colmare quel bisogno in modo soddisfacente.

Proprio quando la fiducia viene meno occorre mollare la presa e cercare di allontanare la persona che crediate sia poco sincera; in questo modo e senza alimentare l'insicurezza personale, si riuscirà a ristabilite un equilibrio che, seppur superficiale, ridoni un po’ di serenità.

Un’autoanalisi è quello che occorre per imparare a comprendere quale sia il motivo che scatena tale turbamento e, per essere il più obiettivi possibile, sarà meglio stilare una lista di aspettative e di sospetti in modo da rileggerli in un momento più tranquillo e stabilire il proprio grado di vulnerabilità.

Dopo aver concentrato l’attenzione su se stessi, si potrà rivolgerla agli altri e provare finalmente a porre fiducia in coloro che ci circondano e che, in fondo, vogliono solo trascorrere del tempo con voi e con nessun altro…dategli una possibilità