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Moglie denuncia marito: in 3 anni di matrimonio niente rapporti

Una donna di Genova denuncia il marito per maltrattamenti perché quest’ultimo si è rifiutato di adempiere ai suoi obblighi matrimoniali, negandole rapporti.

Quando si sta in coppia, arriva sempre il momento in cui un partner chiede legittimamente momenti di intimità.

Solitamente (o così si crede), sono per la maggior parte le donne quelle che cercano innumerevoli scuse per rinviare: quella più gettonata e che non passa mai di moda è ovviamente quella del mal di testa galeotto, a cui seguono la stanchezza e lo stress derivanti dalla giornata.

Ci sono casi, anche se rari, in cui sono gli uomini a dir di no, capovolgendo i ruoli e lasciando la compagna di stucco: i motivi in questo caso sono svariati e possono anche comprendere il non provare più attrazione fisica per la propria metà. La situazione si complica se si considera che i tempi di rinvio possono raggiungere tempistiche più lunghe.

Una donna residente a Stuppa, quartiere di Genova, esasperata, è giunta sul punto di denunciare il marito per maltrattamenti, perché quest’ultimo si è rifiutato di adempiere ai suoi obblighi matrimoniali. Ma cosa nello specifico ha fatto scattare l’ira nefasta della signora tanto da spingerla a compiere questo gesto estremo? La moglie l’avrebbe denunciato perché in tre anni di matrimonio i rapporti consumati sarebbero stati solo due, tra l’altro risalenti al loro viaggio di nozze.

La quarantenne ha tenuto a precisare che prima del matrimonio la loro vita sessuale era al quanto soddisfacente, ma che solo dopo il loro “si, lo voglio”, l’uomo si sarebbe rifiutato di toccarla anche solo con un dito, a tal punto che, per aver il loro primo figlio, hanno dovuto ricorrere alla fecondazione assistita. La situazione poi, è precipitata con la nascita della figlia, periodo in cui i “mal di testa” dell’uomo sono diventati più che frequenti.

La signora ha così richiesto durante l’udienza in tribunale il divorzio con addebito al marito con l’aggravante del maltrattamento da astensione sessuale. In tutta questa assurda situazione lo sposo si è difeso dalla accuse rispondendo che i rapporti in realtà sono stati molto più numerosi e che soprattutto ciò che conta è la qualità e non la quantità.

Va bene la qualità, ma nella prospettiva di aver preso l’impegno di passare la propria vita con un’unica persona si pensa anche alla quantità. Che l’uomo nasconda qualcosa?

Voi cosa ne pensate di questa singolare vicenda?