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Razzismo: esiste anche nel dating online?

Forme di razzismo esistono anche all’interno il mondo dei siti di dating online? È stato questo l’oggetto di studio condotto dal sociologo Kevin Lewis.

Il mondo è bello nel suo essere così multietnico e composto da svariate culture e persone, ognuno con la propria storia e tradizione.

Nonostante il fascino che la diversità riesce a creare attorno se, ciò che è diverso genera anche paure, e questa mista all’ignoranza, da spesso vita a veri e propri casi di razzismo.

La cronaca odierna, ma anche la semplice quotidianità, ci portano ad assistere a svariati casi di razzismo, ma può questo rigettarsi anche dentro il mondo di Internet? Può influire e determinare le relazioni e i rapporti che intercorrono all’interno un sito di dating online?

È stato questo l’oggetto di studio condotto dal professore Kevin Lewis, sociologo presso la University of California, e pubblicato all’interno la rivista scientifica PNAS, che ha visto coinvolti 126 individui iscritti a un noto sito di incontri. Per un lasso di tempo di due mesi i loro comportamenti sono stati monitorati: tutti si dichiaravano eterosessuali e appartenenti diverse etnie tra quali neri, bianchi, indiani, asiatici, spagnoli e latino americani.

L’analisi ha così dimostrato come anche all’interno della rete si possa parlare di discriminazione, in quanto il colore della pelle influisce nelle scelte: si cerca così di relazionarsi a persone della propria etnia mentre si assume un atteggiamento di diffidenza nei confronti di chi abita in un contesto geografico diverso dal proprio o di chi appartiene ad una cultura differente.

Scendendo nel dettaglio emerge come la maggior parte degli uomini evitino di contattare le donne afro, che per lo più vengono contattate da uomini di colore, e come invece quelle asiatiche siano evitate da tutti, compresi gli uomini asiatici. Le donne invece, propense già a priori a restringere la propria cerchia, rispondono per la maggior parte dei casi, e soprattutto quando intendono farlo, a uomini di carnagione bianca. Di conseguenza gli uomini bianchi sono quelli che ottengono maggiori repliche.

Secondo il sociologo si tratta quindi di una discriminazione preventiva, poiché i soggetti sono portati a pensare che le diversità che vi sono tra loro e gli altri costituiscono già un motivo di scarto, dovuto al fatto che queste stesse persone non sono sicuramente oggetto di loro interesse.

Questo non fa altro che aggiungere ulteriori barriere a mondi che invece potrebbero essere varcati con un semplice click. Nel mondo dei siti on line esiste, a buon ragione, tanta diffidenza, ma ogni tanto sarebbe utile compiere un passo verso l’altro, farsi scudo con la propria intelligenza, e aprirsi al diverso.

Qual è la vostra posizione in merito all’argomento?