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Grazie ad Internet scopre che la sua ragazza è una escort

Un uomo di 40 anni, il quale non aveva più notizie della sua amata, scopre che la stessa era in realtà una escort che offriva prestazioni in un centro massaggi

In un rapporto di coppia non si finisce mai di conoscere la propria meta, nonostante magari i numerosi anni passati insieme, figuriamoci quando è ancora trascorso poco tempo.

Il web in questo senso si trasforma in un archivio sconfinato di informazioni, e così magari senza volere, si scopre che la propria fidanzata è in realtà una escort.

È quanto accaduto a un impiegato italiano di 40 anni, il quale navigando su Internet, ha scoperto che la propria ragazza, una rumena di 28 anni, vendeva online le sue prestazioni, offrendo poi i propri “servigi” all’interno di un centro massaggi sito in via Suzzani a Milano.

L’uomo e la donna convivevano, ma da qualche tempo erano in crisi, a tal punto che un giorno lei ha deciso di non far più rientro a casa. Credendo, e allo stesso tempo temendo, di aver perso definitivamente la propria amata, che pensava essere tornata al proprio Paese d’origine, ha iniziato ad effettuare delle ricerche proprio sulla Rete, all’interno di social network e affini, sperando in qualche modo di rintracciarla per poterla nuovamente conquistare.

La verità, che gli si è palesata davanti era però ben diversa da quella immaginata, realtà che l’ha portato all’interno di un sito di escort, dove ha scoperto il vero lavoro di quella che ormai era divenuta la sua ex: le prestazioni sessuali della ragazza infatti, venivano poi commentate dai clienti all’interno diversi blog.

Il quarantenne, in seguito a quant letto, ha poi denunciato il tutto alla polizia con lo scopo di far chiudere il centro. Le forze dell’ordine hanno smascherato tutta l’illecita operazione grazie all’azione di un poliziotto in borghese che si è introdotto nel centro, fingendosi un cliente di turno: l’uomo è entrato chiedendo un semplice “body massage”, quando giusto la ragazza rumena gli si è avvicinata chiedendogli se avesse gradito un ulteriore “servizio”. A quel punto è scattata la retata, non solo per la ventottenne, ma anche per una brasiliana di 30 anni e una cinese di 46, le quali si prostituivano a loro volta rilasciando però delle regolare ricevute fiscali. La proprietaria, una cinese di 41 anni non era presente, ma una volta rintracciata dalla polizia si è dichiarata estranea all’attività: è indagata in stato di libertà per sfruttamento alla prostituzione, mentre il centro è stato posto sotto sequestro.