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Femen: donne in topless per protesta

In Ucrania le donne che aderiscono al movimento FEMEN si mostrano in topless come forma di protesta per manifestare contro il maschilismo e il turismo sessuale

FEMEN è un movimento fondato a Kiev, in Ucrania, nel 2008, ed è composto principalmente da donne, ma tra le file sono schierati anche alcuni uomini, che ne condividono le idee. Le attiviste che ne fanno parte organizzano manifestazioni e proteste in tutto il mondo, attaccando il maschilismo predominante.

La forma di protesta utilizzata da FEMEN è quella di togliersi gli indumenti e mostrarsi in topless, accompagnato da slogan esplicativi: l’idea parte da una forma di riappropriazione del proprio corpo, dimostrare che una donna è l’unica proprietaria e che con esso può farne ciò che maggiormente desidera. È un voler liberarsi dal conformismo sociale che impone ad una donna di essere o solo madre e moglie oppure una meretrice. È soprattutto un voler esprimere la propria opposizione e ribellione contro il turismo sessuale e alla conseguente imposizione di utilizzare un corpo femminile solo per puro compiacimento ludico, come se si trattasse di un semplice pezzo di carne.

Non solo: tra gli obiettivi principali delle attiviste c’è un voler mutare l’immagine dell’Ucrania nel mondo, trasformandolo in un paese democratico anziché attrazione turistica sessuale, e in posto che possa offrire diverse opportunità dove anche le donne possano incrementare le proprie capacità intellettuali.

La modalità di protesta potrebbe ad impatto sembrare oscena ma i membri hanno giustificato questo loro metodo provocatorio come l’unico valido per riuscire a far ascoltare la propria voce, cosa che un semplice cartellone non avrebbe mai potuto fare, e le reazioni che queste attiviste riescono a scatenare nelle autorità e nelle forze dell’ordine mostrando solo il seno, sono per lo più di rabbia.

La maggior parte delle manifestazioni sono avvenute e avvengono a Kiev, ma FEMEN ha protestato anche in altre città, tra cui alcune italiane come Roma e Milano. Durante un’intervista rilasciata al giornale “The Guardian”, una delle attiviste, Inna Schevchenko, ha affermato che “in un mondo che appartiene agli uomini”, questo è l’unico per “provocarli e catturare l’attenzione di tutti”, aggiungendo che “non abbiamo armi, eccetto i nostri corpi”.

Qual è il vostro pensiero in merito questa forma di protesta: la condividete o no?