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“Se mi tocchi ti spacco”: la lotta delle donne brasiliane

A San Paolo le donne protestano contro il 65% degli uomini, i quali affermano che le donne che si vestono con abiti corti meritano la violenza sessuale

“Se mi tocchi ti spacco” è il nuovo grido di protesta innalzato dalle donne brasiliane dopo l’esito di un sondaggio shock condotto a San Paolo, in cui il 65% degli uomini intervistati ha risposto che le donne che si vestono in modo succinto, sono le stesse che incitano violenze sessuali sulla la loro persona.

All’indomani dei risulti di questo sondaggio e viste le assurde dichiarazioni, secondo cui per gli uomini le signore che si vestono con abiti scollati “meritano di essere violentate”, un cospicuo gruppo di donne si è recato presso una delle stazioni della metropolitana nel cuore di San Paolo, dando vita ad una manifestazione in cui le partecipanti hanno iniziato ad esprimere tutto il loro dissenso, attraverso dei cartelloni i cui slogan parlavano chiaro: “Se mi dai fastidio ti spacco”.

Il grido lanciato è quello di dire basta alle violenze e molestie sessuali sui mezzi pubblici: sono tante infatti le donne brasiliane che si sono unite in questa protesta, nata nei confronti della cultura maschilista predominante nel loro Paese, che addirittura non vede lo stupro come un reato, ma bensì come una punizione per chi indossa abiti corti. La contestazione ha coinvolto anche i social network dove sono iniziati a circolare numerosi selfie di donne brasiliane con un cartello in mano la cui scritta in italiano recita “Non merito di essere violentata”.

Negli ultimi mesi infatti, a San Paolo, si è registrato un cospicuo aumento delle violenze sessuali, riportando così a galla un argomento già trattato prima, ovvero la possibilità di introdurre dei mezzi pubblici destinati solo al gentil sesso. Ma è davvero questa la soluzione? O forse sarebbe corretto parlare di una rieducazione della società e soprattutto della cultura della popolazione, per quanto questo possa essere un passo possibile? Una donna dovrebbe avere la possibilità di circolare vestita come desidera, attenendosi certo alle regole sul decoro e del buon senso, ma libera di poter indossare un abito, che possa mettere in risalto la sua femminilità, senza la paura di attrarre su di sé sguardi e l’attenzione di chi non ha buone intenzioni.