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Amore e disabili: arrivano gli “assistenti sessuali”

Sessualità e disabilità sono due concetti che non vanno scissi: per questa ragione in diversi Paesi sono stati creati servizi di “assistenza sessuale”

La sessualità è una sfera naturale che riguarda tutti gli individui, ragion per cui è del tutto logico poter parlare di sesso e disabilità insieme, in quanto si tratta di un diritto di tutti.

Proprio per questo motivo in molti paesi come Belgio, Olanda, Germania, sono stati creati dei servizi di “assistenza sessuale” che offrono alle persone diversamente abili, sia uomini che donne, ma anche omosessuali, le proprie prestazioni.

A Barcellona per esempio, l’organizzazione no-profit Tandem, crea degli incontri ad hoc per persone disabili. Il lavoro dell’organizzazione però, non si limita solo nel combinare degli appuntamenti, ma mette a disposizione degli “assistenti sessuali”, i quali offrono il loro aiuto in modo che anche queste persone possano sentirsi apprezzati a livello intimo.

Lo scopo di questa assistenza è quello di far scoprire ai soggetti con qualche handicap fisico o psichico, il piacere che possono provare attraverso il proprio corpo, come qualsiasi individuo al mondo. Inoltre il ruolo assunto dalla figura dell’assistente, che varia in base ai casi, è quello di far emergere un benessere e un recupero psico-fisico.

L’esperienza sessuale è un’esigenza fisica di qualsiasi individuo e in quanto tale va somministrata anche nel campo dei disabili. Visto che però a differenza di altri, per una persona disabile non sempre è facile poter soddisfare questa esigenza, rivolgersi ad organizzazioni di questo tipo potrebbe trasformarsi in una soluzione terapeutica alternativa, in vista anche dei fini sovraesposti.

L’argomento però non ha mancato di sollevare polemiche di carattere etico-morale: chi parla della differenza tra amore e sesso, di romanticismo per criticare coloro che si rivolgono all’assistenza sessuale, dovrebbe spogliarsi di ogni preconcetto e cercare di immedesimarsi in chi, per un proprio problema fisico o mentale, non può avere rapporti come tutti gli altri.

Rivolgersi all’assistenza non è un obbligo, ma una scelta.

Qual è il vostro pensiero: avevate già sentito parlare di “assistenza sessuale per disabili”?