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Professore trans a Trieste: i genitori si oppongono

Al liceo scientifico di Oberdan di Trieste sta innalzando un gran polverone la storia di Michele Romeo, supplente che si è presentato in aula con gonna e tacchi

Gli studenti del liceo scientifico di Oberdan di Trieste si aspettavano di trovare un supplente uomo, che sostituisse il docente di matematica e fisica assente, ma al suo posto si sono trovati una professoressa con la gonna e i tacchi.

No, nessun errore, perché Michele Romeo, il quale ha assunto in questi giorni il ruolo di insegnante al posto di quello di ruolo, è un trans. La reazione dei ragazzi, è stata quella tipica di quella età (e non solo in realtà): risolini e frasi scambiate sottovoce, ma passate quelle è subentrato il disagio. La storia, resa nota dal quotidiano “Il Piccolo” ha scatenato il dissenso dei genitori degli studenti.

Romeo non si dichiara transessuale ma androgino, in quanto nella sua persona convivono nello stesso tempo aspetti femminili e maschili. Ha scoperto questa sua identità circa a 10 anni, ma solo cinque anni fa, in seguito ad una crisi personale, è iniziato il suo difficile coming out. In questo suo percorso complicato però, ha trovato il supporto della moglie (sposata nel 2013) nonché storica fidanzata, che ha saputo comprendere il suo disagio.

Il docente non si impone di rivendicare i propri diritti, non frequenta nemmeno ambienti tipicamente omosessuali: quello che vuole è vivere la propria normalità, senza dar alito ai giudizi altrui. A scuola, oltre all’insegnamento di formule fisiche e matematiche, cerca di motivare i suoi studenti, alimentando la loro autostima, spesso distrutta da altri professori o familiari, in modo da spingerli al raggiungimento dei loro obiettivi.

Ma se con i ragazzi l’approccio risulta essere più semplice, più complicato diventa con il mondo degli adulti e i media. La situazione che si è venuta a creare all’interno il liceo spaventa Romeo, per il polverone che sta innalzando, che potrebbe colpire, immotivatamente, anche i suoi cari. Intanto la preside, Michela Cristina Rocco, è scesa in sua difesa, affermando che ciò che fa un professore non sono di certo gli abiti che indossa, ma bensì il grado di preparazione e la bravura nell’infondere agli studenti il suo metodo di insegnamento e l’amore per una disciplina.

In effetti nel corso nella sua carriera Romeo ha acquisito una serie di titoli degni di nota: laurea in Fisica a Lecce, due anni al Politecnico di Monaco di Baviera come ricercatore associato, e attualmente un dottorato in nanotecnologie all’università di Trieste. «Non ho problemi a parlare di me, e anzi trovo importante che il mio caso abbia aperto discussioni. Spero serva a tutte le persone che vivono di nascosto e con sofferenze simili alla mia».

Come vi comportereste voi nei panni dei genitori degli studenti? E in merito la storia di Michele, qual è il vostro pensiero?