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“The Run Underwear”: corsa in intimo tra i canali di Amsterdam

Un’inconsueta forma di protesta ha preso vita ad Amsterdam: decine di ragazzi sono scesi in strada in intimo contro lo spreco d’acqua nell’industria del cotone

Può una corsa trasformarsi in una forma di protesta? La risposta è si, soprattutto quando per destare l’attenzione alla causa, i partecipanti corrono in intimo per le strade della città. È quanto accaduto ad Amsterdam dove lo scorso 3 luglio si è tenuta “The Run Underwear”, una competizione organizzata per dichiarare guerra all’eccessivo consumo di quantità d’acqua utilizzata durante la produzione nell’industria di cotone.

Così decine di ragazzi e ragazze, vestiti della sola biancheria intima, hanno invaso le strade della città olandese, correndo tra i diversi canali, per protestare contro gli sprechi della filiera del cotone: l’industria in questione infatti, è quella che consuma una grossa quantità di acqua durante il ciclo produttivo. Sapete quanti litri ce ne vogliono per produrre solo un semplice paio di boxer? Ebbene, ben 700 litri.

Per il vincitore della competizione, premiato con tanto di podio e di medaglia, la situazione attuale deve cambiare: la filiera infatti, deve optare per delle alternative sostenibili. “Questo – ha affermato il giovane – è il modo di fare sapere alle persone che possono scegliere cosa indossare, per sottolineare il problema dell’acqua, e lo si fa in un modo entusiastico. Tutti erano allegri, e questo ha reso molto bello il fatto di aver partecipato”.

Molti dei partecipanti, per lo più giovanissimi, hanno preso parte alla particolare corsa, all’insaputa dei genitori, inconsapevoli quindi della scelta dei loro figli di correre per Amsterdam, con solo slip e reggiseno: “Penso che per loro vada bene, loro supportano la causa”, ha affermato una delle partecipanti. “Non credo di averglielo detto ancora, ma credo che non abbiano nulla da dire”, ha ribadito il vincitore della competizione. “Quando l’ho detto a mia madre a casa mi ha detto: Wow ? Tu? Solo in mutande?” racconta in modo simpatico uno degli intervenuti.

A fare da contorno una giornata con un clima mite ed insolito, che ha permesso di concludere questa giornata tra applausi e festeggiamenti.

Cosa ne pensate di queste forme alternative di protesta, che sicuramente attirano l’attenzione verso il problema, ma serviranno anche per il raggiungimento dello scopo?