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Spagna: il governo ritira la riforma dell’aborto

Migliaia di donne spagnole sono scese in piazza a Madrid, per manifestare contro la trasformazione in legge della riforma dell’aborto, ritirata poi dal governo

Quella che doveva essere una giornata di protesta, si è trasformata in una festa: domenica 28 settembre migliaia di donne spagnole sono scese in piazza a Madrid, per manifestare contro la trasformazione in legge della riforma dell’aborto.

Ma quello che all’inizio doveva essere un corteo di protesta contro la controversa proposta, si è trasformato in un’esaltazione dell’autodeterminazione femminile.

A rendere possibile tutto ciò sono state le dimissioni del ministro spagnolo della Giustizia, Alberto Ruiz Gallardón, l’ideatore e principale promotore di questa riforma, che con la stessa era riuscito a scatenare l’opposizione di tutta l’Europa femminista, ed era riuscito a creare sclere di opposizione anche all’interno del partito di maggioranza assoluto spagnolo.

Ma cosa prevedeva la controriforma? Il tentativo era quello di rendere ancora più restrittiva la legge del 2010 sull’aborto, concedendo tale possibilità solo in situazioni estreme come stupri, in casi di pericolo per la vita della madre, e una drastica riduzione della gravidanza solo in presenza di un feto soggetto a delle deformazioni.

La controriforma è stata ritirata così dal governo grazie alle numerose iniziative delle associazioni femminili e laiche spagnole, che hanno dato vita ad una forte resistenza e manifestazioni, affiancate sia dall’opposizione che da parte del governo del Partito popolare stesso, che ha iniziato a valutare i costi elevati, e i benefici di una guerra ai diritti delle donne. Da alcuni sondaggi infatti, gran parte della popolazione spagnola, non vedeva di buon occhio questa riforma. «Se la riforma spagnola dovesse essere adottata riporterebbe le donne all’età della pietra» affermò a tal proposito la ministra francese agli Affari sociali e alla Sanità, Marisol Touraine.

Il ritiro del disegno di legge ha provocato le dimissioni del suo stesso autore, tuttavia entro Natale il Partito popolare si prepara a presentare una riforma che potremmo definire più leggera, destinata a limitare la scelta di aborto a tutte quelle minorenni, senza il consenso dei loro genitori.

Un argomento di certo delicato che spacca e divide: da un lato il diritto delle donne di tutelare la propria libertà e le proprie scelte, dall’altro la tutela del diritto alla vita. E voi da che parte state?