Categorie
Notizie

La trans che da donna vuole tornare ad essere uomo

Chelsea Attonley, di 30 anni, vuole tornare ad essere di nuovo Matthew, perché si è resa conto di quanto sia difficile e stressante essere una donna

Siamo ormai abituati a sentire storie di uomini e di donne che non si riconoscono nel proprio corpo, né nella propria natura, e che per questo motivo iniziano ad intraprendere un difficile percorso che li porterà a delicatissimi interventi per cambiare sesso. Ma cosa accade quando un transessuale si pente della propria scelta?

Questo è proprio ciò che è successo a Chelsea Attonley, di 30 anni, residente a Londra, la quale però non è nata donna. Chelsea infatti era un uomo, il cui nome era Matthew: solo dopo tanta fatica è riuscito a raggiungere il suo obiettivo diventando una lei. Solo che oggi, a distanza di 7 anni, Chelsea si pente della sua scelta, e vorrebbe tornare indietro: all’epoca infatti, fu spronata ad effettuare questo cambiamento da una nota star televisiva. Per un periodo molto lungo visse come drag queen e transessuale, ed entro in depressione, in quanto il medico a cui si rivolse non volle sottoporlo all’operazione che l’avrebbe reso totalmente donna.

Ma spronato a non mollare il proprio obiettivo, Matthew è riuscito a realizzare il suo sogno, diventando finalmente Chelsea per la modica cifra di 10mila sterline. Dopo 7 anni però le intenzioni della transessuale sono del tutto differenti, in quanto vorrebbe poter inserire la retromarcia e tornare indietro.

Chelsea vuole quindi riappropriarsi del suo vecchio membro, tramite ricostruzione, e farsi ridurre il seno. Tutto questo ha ovviamente un costo, che corrisponde più o meno a 14mila sterline, ed è proprio per questo che la transessuale ha chiesto aiuto al Servizio Nazionale Sanitario motivando cosi la sua scelta: “Non riesco a lavorare perché sono troppo depressa, non mi avrebbero dovuto spingere a fare un passo così significativo”:

Il perché Chelsea vuole tornare ad essere Matthew? Semplice: durante un’intervista ha dichiarato che essere donna è troppo faticoso, e di come sia stressante truccarsi ogni mattina e stare tutti i giorni sui tacchi. “Mi sono reso conto che devo accettarmi per come sono e non sono una donna”.

Una persona che si ritiene transessuale affronta un lungo e complicato percorso rivolgendosi per prima ad un psichiatra che possa diagnosticargli “il disturbo dell’identità di genere”. Solo dopo aver ottenuto ciò, potrà recarsi da un endocrinologo, che provvederà a fornirgli la terapia ormonale sostitutiva. Il trattamento può essere affiancato da interventi estetici: l’ultimo step è l’operazione ai genitali, che sarà a carico del Servizio Sanitario Nazionale. È evidente che il medico che non voleva operare Matthew ne aveva intuito la sua poca convinzione. E voi cosa ne pensate?