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Se lui tradisce sarà colpa dell’ormone?

Non solo le cattive abitudini ma fattori biologici e psicologici sono alla base del tradimento

Non solo le cattive abitudini e il contesto sociale, ma fattori biologici e psicologici sarebbero alla base della tendenza degli individui a tradire o a restare fedeli al rapporto di coppia.

Secondo gli studiosi, infatti, sarebbe la vasopressina, un ormone prodotto all’interno del nostro cervello, a definire la nostra capacità di resistere o abbandonarci alla tentazione di tradire il nostro partner.

Hasse Walum, biologo svedese del Karolinska Institute, ha infatti notato che una variazione del gene collegato alla produzione di questo ormone porta gli uomini ad essere maggiormente soggetti all’instabilità all’interno di una coppia e quasi sempre a condurre una vita da single. Ma c’è di più. La sollecitazione a cui sono stati sottoposti 300 uomini e donne eterosessuali ad immaginare un incontro più o meno coinvolgente con una persona di sesso opposto ha portato all’attenzione un aspetto non indifferente: gli uomini, pur riconoscendo nei nuovi incontri un fattore di disturbo all’interno del loro rapporto, non arrivano mai a considerarlo una vera e propria minaccia, punto di vista, al contrario, largamente condiviso dalle donne sottopostesi all’esperimento.

Le nuove frontiere della scienza hanno però dimostrato che esiste un allenamento di coppia che può portare a mantenere vivo e duraturo il rapporto nel tempo. Se è vero, infatti, che ciò che ci spinge ad avvicinarci ad un’altra persona è il desiderio di espansione, ovvero di inglobamento dell’altro nella nostra vita, il segreto per evitare le tentazioni sarebbe proprio quello di esplorare con l’altra persona luoghi sconosciuti ed esperienze che costituiscano una novità per entrambi. Ma basterà la condivisione di attività nuove ed emozionanti a tenere saldo il sentimento di coppia?