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Le bufale online che rovinano la vita

Un giovane barista di Parma, Alfredo, è stato diffamato sul web a causa di una bufala a cui è stata associata una sua foto. Adesso teme per la sua vita

La rete è piena di bufale online, ovvero false notizie create appositamente con il solo scopo di ottenere più like, condivisioni e soprattutto numero di visualizzazioni all’interno del proprio sito.

Il 90% di queste distolgono la vera realtà e vengono accompagnate da foto di persone prese dal web che inconsapevolmente si ritrovano ad essere i protagonisti di una storia surreale, come nel caso di Alfredo.

Lui è un barista di 24 di Collecchio, a Parma, che è stato accusato come pedofilo, solo perché qualcuno ha preso la sua foto dai social e l’ha indicato come tale, montando una storiella ad hoc, invitando inoltre gli internauti a far girare la notizia.

In poco tempo la bufala ha fatto il giro della rete, incentivata dai social, ed è stata ripresa da oltre duecentomila utenti, tanto da passare dal virtuale al reale: “Ho paura per la mia incolumità: mi hanno imbrattato le vetrine con scritte ingiuriose“, racconta il giovane la cui vita è drasticamente cambiata da un giorno all’altro.

Alfredo ha raccontato la sua storia ai microfoni delle “Iene” a cui ha detto: “Il problema è che non sai come difenderti perché la bufala ormai è circolata, nessuno ti crede e sei l’unico che ci mette la faccia, tutti gli altri si nascondono invece dietro a un monitor“.

La polizia purtroppo non ha potuto fare nulla di concreto per aiutarlo perché occorre fare una rogatoria internazionale che richiede mesi: è per questa ragione che il barista ha deciso di rivolgersi a degli hacker.

Nonostante la legge sul legge sul cyberbullismo sia stata approvata da poco, c’è ancora molto da fare contro chi mette a rischio la vita degli altri creando una gogna mediatica, nascondendosi dietro ad uno schemo ed una taschiera.