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Corte di Strasburgo: Londra non stacchi la spina al piccolo Charlie Gard

La Corte di Strasburgo, a seguito del ricorso presentato dai genitori di Charlie Gard, ha ordinato a Londra di mantenere ancora in vita il piccolo

A seguito del ricorso presentato dai genitori del piccolo Charlie Gard, la Corte europea dei diritti umani ha ordinato a Londra di continuare a fornirgli tutte le cure di cui necessità.

Il neonato infatti, è affetto da una grave malattia genetica: all’ottava settimana di vita gli è stata diagnosticata una sindrome di deperimento mitocondriale. Oggi vive grazie a dei macchinari e i medici del Great Ormond Street Hospital di Londa, dove è ricoverato, hanno detto ai genitori che tenerlo in vita è da considerarsi solo un accanimento terapeutico.

Ma Connie Yates and Chris Gard non ci stanno a staccare la spina al loro piccolo, ed è per questo che hanno portato la facenda davanti ai giudici.

La Corte di Strasburgo si era già espressa il 13 giugno ordinando sempre a Londra di mantenere momentaneamente in vita Charlie, e dando tempo fino alla mezzanotte del 19 giugno ai genitori del piccolo, di presentare ricorso contro la decisione del Regno Unito di sospendere la ventilazione artificiale che ne causerebbe la morte.

La Corte, sulla base del ricorso, ha così deciso che il piccolo non solo deve essere mantenuto in vita, ma gli devono essere forniti i trattamenti e le cure giuste che consentano di mantenerlo in vita evitandogli sofferenze e salvaguardando la sua dignità.

Tutto ciò deve essere eseguito fino a quando la Corte non si pronuncerà definitivamente sul ricorso presentato dai genitori di Charlie.

Una situazione di certo complicata sia dal punto di vista etico, medico che giuridico che apre la strada a diversi interrogativi.