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La convivenza può creare problemi di solitudine: è vero?

Scegliere di andare a convivere con il proprio partner può comportare un cambio dei equilibri non solo per la coppia ma anche per la propria persona

La convivenza, è il compromesso che una coppia raggiunge prima dell’eventuale matrimonio.

Si può scegliere di andare a convivere anche pochi mesi dopo una conoscenza: in questo modo diventa più semplice conoscere l’altro anche nella sua quotidianità.

Tuttavia sembra che la convivenza comporti anche un “effetto collaterale” non preventivato: quello della solitudine. Chi sceglie infatti di abbandonare il proprio nido per andare a vivere con la propria metà, sembra essere colpito da un senso di smarrimento.

Ma perché? Come si può leggere in un articolo pubblicato da Metro UK in merito l’argomento, una prima motivazione può essere riscontrata dal passaggio da una casa condivisa con più persone, e quindi caotica, ad una dove al contrario regna la quiete. Ed è proprio questo silenzio iniziale a spiazzare in un primo momento, poiché risulta essere una novità a cui non ci si è abituati.

Anche il rapporto della coppia subisce un’evoluzione in quanto prima si programmava, ci si dava degli appuntamenti per vedersi, in modo esclusivo, mentre adesso il partner è quasi costantemente presente, e questo paradossalmente viene avvertito come un indebolimento della passione. Ma non è così: in verità si tratta di una delle tante sfumature, o meglio, evoluzioni, di un rapporto.

Insomma è normale sentirsi come un pesce fuor d’acqua all’inizio: l’importante è chiarirsi con se stessi, magari stilando una lista di cose che vanno e non vanno, giusto per avere chiara la situazione e poi parlarne con la propria metà in modo da poter esprimere le proprie emozioni e far capire all’altro come ci si sente.

Così sarà più semplice superare quella sensazione di solitudine.

Ti è mai capitata una cosa del genere?