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L’amico: il miglior confidente delle ragazze impegnate

Per confidarsi, le donne preferiscono scegliere un amico, più comprensibile e disponibile del partner e, soprattutto più sincero delle amiche

Almeno una volta, a chi non è capitato di confidare ad un amico ciò che si prova per qualcun’altro? Sempre più spesso, le ragazze credono di poter dire tutto ad un ragazzo, che reputano molto vicino, senza però accorgersi che questo vorrebbe qualcosa di più.

L’amico diventa così il confidente anche di particolari abbastanza intimi e, a volte, sconvenienti, che lo rendono parte di un rapporto a cui, poi, materialmente rimane estraneo. Il suo compito? Ricevere passivamente le confidenze delle ragazze che lo scelgono, sostenendole e calmandole con consigli comprensivi.

Agli occhi femminili sfugge, però spesso, il nascosto interesse che si nasconde dietro a quelle sagge e dolci parole; così come sfugge al ragazzo il motivo del disinteresse delle donne nei propri confronti. E mentre loro parlano, lui si innamora sempre più, inibendo i propri reali sentimenti e cercando di restare per loro solo un amico o un fratello. Da parte loro, le donne non si accorgono che, in realtà, hanno davanti ciò che desiderano veramente e cioè l’ uomo dei loro sogni. Un uomo attento, che sappia ascoltarle e sappia comprenderle, senza contraddirle né criticarle.

Davanti all’amico ideale, esse diventano spontanee e aprono il loro cuore, riuscendo a svelare anche, e soprattutto, ciò che non svelerebbero ai loro partner. Nel confidente trovano quello che il compagno non ha; trovano la disponibilità che lo rende appetibile e desiderabile; ma soprattutto trovano una lecita e legittima distrazione dalla vita di coppia. Ma bisognerebbe riflettere un attimo: tutte queste qualità non le possiede anche un’amica? Ebbene non sempre! Visto che, se da una parte l’uomo trattiene i suoi veri sentimenti, un’altra donna, invece trattiene anche critiche e pensieri negativi, nascondendo la pura sincerità. E così le ragazze preferiscono l’altro sesso come confidente. Un dubbio rimane a colui che si trova a decidere se abbandonare il suo ruolo di confidente e agire o continuare ad ascoltare passivamente le ragazze che chiedono il suo aiuto. Voi cosa gli consigliereste?