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Autoerotismo: le tendenze da smart working

Quali sono gli effetti dello smart working sulla sessualità di certe persone? Un recente sondaggio ha svelato le nuove tendenze nell’era della digitalizzazione

A causa del Covid-19 sono sempre di più le persone costrette a lavorare in casa e che, per evitare il contatto fisico con i propri partner sessuali, hanno assunto nuove tendenze.

Un recente sondaggio ha messo in luce infatti che il 17% delle donne e il 35% degli uomini preferiscono praticare dell’autoerotismo mentre lavorano in modalità smart working, comodamente da casa propria.

In orario lavorativo, quindi, i nuovi lavoratori non rinunciano alle loro ore di piacere e praticano regolarmente sexting, masturbazione o guardano video hard.

Come conferma un altro sondaggio, che ha analizzato la tendenza dei cittadini dell’Inghilterra, dell’Australia e degli Stati Uniti, la maggior parte dei praticanti, corrispondente a circa al 31%, ha un’età compresa tra i 18 e i 24 anni.  Il numero resta comunque alto anche nelle fasce d’età superiori ovvero tra i 50 e i 65 anni, con una percentuale del 20%.

Lo stesso studio ha tenuto inoltre a specificare che praticare l’autoerotismo, non è sconsigliato durante l’orario di lavoro anzi, si dimostra essere in grado di apportare notevoli vantaggi anche alle attività che si stanno svolgendo; migliora infatti l’umore, attenuta la tensione e aiuta a mantenere alta la concentrazione.

A detta dei risultati quindi bisognerebbe rivedere il regolamento previsto dal lavoro in smart; o no?