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Sindrome della capanna: cos’è e cosa comporta?

Emergenza sanitaria, pandemia, lock down e sindrome della capanna, tutti fenomeni collegati tra loro che evidenziano un solo stato d’animo comune: ecco quale

Si definisce Sindrome della capanna l’effetto collaterale che ha colpito molte persone in conseguenza al lock down forzato.

Se alcuni sono stati capaci di riprendere le proprie abitudini, altri invece non ci sono ancora riusciti e si lasciano trasportare da pensieri negativi che destabilizzano sia mente che corpo.

Conosciuta anche con il nome di Sindrome del prigioniero è caratterizzata da particolari disturbi psicologici di particolare natura, ovvero la paura di uscire e dover allontanarsi dalla propria abitazione, un luogo dove per molti mesi si è stati al sicuro e protetti da qualsiasi evento pericoloso all’esterno.

Una sindrome che comporta una vera e propria tempesta di emozioni che si scatenato nello stato d’animo di chi la subisce e che rappresentano un mix di sentimenti come paura, frustrazione e ansia.

Chi ne viene colpito, si mostra depresso, sfossato e carente di forza di volontà; ma anche molto irascibile e meno incline ai rapporti sociali. 

Le cause di questo comportamento sono riconducibili a un atteggiamento di protezione, che vede oltre alla paura di ammalarsi, anche quella di poter contagiare altre persone.

L’atteggiamento di chiusura è indotto ed alimentato dall’esigenza di rimanere a casa, perché consapevoli che il mondo fuori è cambiato in negativo e possa compromettere la propria stabilità psico fisica.

Ciò che però non si comprende è che le relazioni sociali sono la soluzione più giusta per aiutare la persona stressata che risente della Sindrome della capanna e che da solo non sa come reagire a questa particolare situazione.