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Per errore mi sono sposato… a nove anni!

Per un errore anagrafico, un bambino di nove anni si è ritrovato coniugato, a sua insaputa, con una donna di trenta

Di notizie strambe se ne sentono tante, alleggerendo, ogni giorno, il grave peso dei fatti di cronaca. Ma quando a far notizia è uno dei tanti sbagli commessi dalla pubblica amministrazione, la smentita arriva esaustivamente. Quando poi l’errore coinvolge un  minorenne, l’allarme scatta ancora più celermente, destando la curiosità e soprattutto le critiche di tutti.

Questa è stata la reazione di coloro che, venuti a conoscenza di uno sbaglio anagrafico, hanno provato stupore. Il fatto, tutto italiano, è avvenuto a Tortoreto, in provincia di Teramo, dove, per errore, l’ufficio Anagrafe del comune ha congiunto in matrimonio un bambino di nove anni ad una donna di trenta.  Lo sbaglio è stato giustificato subito dalle autorità, che hanno riferito della presenza di una falla nel sistema di gestione informatica dell’anagrafe, dipesa da un aggancio automatico ad un nominativo omonimo a quello del minore. Secondo l’ufficio imputato il ragazzino è risultato sposato con una donna di ben ventuno anni più grande e con la quale ha vissuto dal giorno delle sospette nozze,non accorgendosi della sostanziale differenza di età.

L’ironia della sorte vuole che dai documenti anagrafici il bambino fosse stato coniugato con una moglie realmente esistente e che questa si sia sposata veramente come riportato espressamente nel suddetto foglio. Il lapsus di omonimia quindi ha solo scambiato il partner della trentenne, che, ad un tratto, si è ritrovata accanto un’altra persona, diversa sia per età che per aspetto ma con lo stesso nome e cognome del marito reale.

La colpa è stata subito attribuita ad un errore di calcolo del computer, che ha scambiato i due soggetti. In questo modo si è, almeno per un pò messa a tacere l’opinione di molte persone, subito pronte a cercare di investigare sul caso in forma privata. Ciò però non giustifica la negligenza del personale amministrativo, che non ha avviato i consueti e periodici controlli ai dati in possesso, mostrando disinteresse per materiale delicato come quello anagrafico.

Fatto sta che a nove anni, il protagonista della storia è stato vittima di un disguido che, alla maniera degli antichi matrimoni di interesse, l’ha unito ad una persona che nemmeno conosceva. E poi, vista la giovane età, risulta difficile pensare nè ad un interesse della donna verso il minore, nè del bambino verso l’altro sesso; piuttosto sarà più facile credere che da grande ci penserà bene prima di compiere il grande passo.

Ironia a parte, a causa della sempre più diffusa indifferenza della gente, gli errori si ripetono quotidianamente, portando alla deriva il sistema generale. Proprio per questo, è giusto scagionare chi commette tali sbagli?