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Un centinaio di embrioni distrutti a causa di un guasto

A causa di un guasto all’impianto di refrigeramento, sono andati distrutti un centinaio di embrioni,che erano stati donati da coppie con problemi di procreazione

Quando due persone si amano, condividono tutto, anche l’idea di mettere al mondo una creatura tutta loro. Ma, quando, per cause naturali, tale progetto non può essere  sviluppato, si cercano soluzioni al problema, ricorrendo alla procreazione assistita, che mette a disposizione della coppia un valido aiuto al loro deficit. Cosa accade, però, quando qualcosa non va come dovrebbe?

Può avvenire ciò che si è verificato pochi giorni fa a Roma, dove, a causa di un guasto in laboratorio, un centinaio di embrioni è andato distrutto. L’aumento della temperatura, infatti, ha attivato l’allarme collegato al serbatoio contenente i feti e gli ovociti, svuotandolo completamente. A causa di un problema all’impianto di refrigeramento, dunque, è andato perso tanto materiale biologico affidato al centro da molte giovani coppie speranzose di poter procreare.

I donatori hanno però fatto sentire la loro voce, querelando i responsabili e chiedendo giustizia per il funesto accaduto. Per esse, infatti, la procreazione assistita non è solo la soluzione ai loro problemi di concepimento ma l’unica speranza di vedere muoversi la loro creatura. Lo stesso Ministero della Salute ha sollecitato interventi immediati, aprendo un’indagine accurata per stabilire eventuali responsabilità e vederci chiaro.

Sebbene, ogni qualvolta si donino questi embrioni, la percentuale di successo è di uno su sei, la perdita dei feti lascia senza parole tutti. La speranza che ogni coppia ripone sulle proprie donazioni, infatti è talmente grande da provocare una reazione a catena, stimolando una forte comprensione e solidarietà. Come in una normale gravidanza l’attaccamento dell’embrione ai genitori crea un sentimento naturale ed umano che lega il piccolo nascituro alla coppia. E così come in caso di aborto il dolore cresce sempre di più, anche davanti alla perdita dei propri feti non si riesce a somatizzare il danno.

C’è chi pensa, però che in questi due casi la sofferenza della coppia non è la stessa e che un aborto spontaneo sia più traumatico. Ma come si fa a non piangere o a non provare rabbia quando si scopre che una vita umana è stata uccisa? Non importa se embrione, feto, ovocita o bambino a tutti gli effetti; la ninfa vitale scorre già nel pensiero di chi mette i mezzi per formare la creatura. Sarà poi l’amore per essa a farla vivere, così come sarà l’affetto dei propri cari a nutrirla.

E voi cosa pensate a riguardo? Ritenete che la perdita degli embrioni sia un grave danno o semplicemente un banale errore?