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Separata e licenziata: il caso di una donna che lascia il marito

A Bonn una maestra viene licenziata perché ha deciso di lasciare il marito, per andare a vivere con un altro uomo, violando così i dettami cattolici

La separazione di una coppia consolidata non fa più notizia nell’era contemporanea, perché ormai è un fenomeno di massa e in aumento. Ma se esso diventa la causa di un licenziamento, l’indice di ascolto ritorna ad impennarsi, facendo registrare dati record.

A Bonn una maestra e dirigente scolastica è stata realmente allontanata dal proprio posto di lavoro, dopo aver deciso di lasciare il marito per un altro uomo. Il fatto ha subito scatenato ampie critiche da parte di amici e colleghi, che, giustificando la donna, hanno tirato in ballo la sacrosanta libertà di opinione.

La protagonista, Bernadette Knecht, vittima del proprio datore di lavoro, il prete della comunità cattolica di Konigswinter, Udo Maria Schiffers, ha trovato comprensione anche da parte della stessa Chiesa cattolica, in linea con il pensiero moderno. Ma, il gestore cattolico, più perbenista e tradizionalista, ha motivato la sua scelta affermando che un vero credente deve esserlo anche nelle intenzioni e nei gesti quotidiani. Secondo la legge delle Scritture, infatti la separazione non è accettabile ma, anzi è reputata come peccato. Inoltre, la scelta di appartenere ad un altro uomo inquinerebbe, ancor di più, la fede della donna (spiengendola però ad una falsa monogamia).

Però, comandamenti a parte, sebbene la legge democratica lascia ogni soggetto libero di esprimersi e di seguire o meno i valori ecclesiastici, Bernadette, firmando il contratto di lavoro presso una scuola cattolica, ha acccettato anche le norme dell’orientamento religioso di essa. Mantenendo, però separata la vita privata da quella lavorativa, ciò non toglie che sia stata lesa la privacy della donna.

Dalla parte di quest’ultima, si sono ribellati i genitori degli alunni, che hanno invitato il Comitato della gioventù ad intervenire all’ingiustizia e hanno presentato un’istanza alla giunta comunale affinché togliesse la gestione dell’asilo alla Chiesa. Comunque, dalla decisione delle autorità è scaturito che l’attuale contratto di gestione dell’istituto verrà sciolto nell’agosto 2013.

Dopo aver letto una notizia del genere, il dibattito sorge spontaneo; da millenni, infatti la differenza di opinione tra credenti e non credenti ha fornito legna per un fuoco che arde ancora. Nel singolo caso della maestra diventa difficile schierarsi, anche se le odierne ed aggiornate leggi sul lavoro ci spingono forse più verso la donna. Da un lato la privacy, dall’altro la legalizzazione del divorzio, permettono infatti di scegliere se restare con il partner senza amarlo più, o scegliere di allontanarsi da lui.

Visto che la libertà di opinione fa parte della legge italiana, siano aperte le danze! E quindi, a chi date voi ragione?