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Litigo con te per avere un permesso a lavoro

Da qualche tempo, in Giappone, le aziende concedono permessi retribuiti ai dipendenti che sono in crisi sentimentale, peputati non al massimo delle loro forze psico-fisiche

L’amore, si sa, è un sentimento che travolge la vita di chi lo incontra. Con la sua forte carica riesce, infatti, anche a cambiare le regole quotidiane e a capovolgere la routine di ognuno. Utilizzato positivamente, tale meccanismo risulta favorevole all’uomo nelle sue normali attività, dove, di solito si pensa ad altro.

In un’epoca come questa, infatti, la corsa sfrenata al successo e al guadagno, accantona il vero sentimento, sottomettendolo al denaro e alla futilità del tempo. Ma, è pur vero che l’uomo sa come trovare i propri spazi e il proprio tempo, senza farsi trasportare da inutile stress e trovando scuse che gli permettono la fuga dal lavoro. Si sa, l’Italia occupa il primato dell’assenteismo, mantenuto da tutti coloro che, ad ogni segno di problematicità, scappano via, chiedendo un permesso o, nei casi limite, timbrando il tesserino e allontanandosi indisturbati dal luogo lavorativo.

Sebbene l’Italia sia famosa in tale settore, da qualche tempo, i riflettori si sono spostati sul Giappone, che ha saputo, però, trovare un rimedio efficace al fenomeno. Ponendo attenzione al rapporto di coppia ma non dimenticando nemmeno l’importanza del rigido lavoro, le imprese giapponesi hanno ritenuto opportuno elargire permessi speciali ai loro dipendenti, in caso di crisi sentimentali.

Tali permessi, correttamente retribuiti, se da un lato hanno limitato le scuse assenteiste e le false strategie per fuggire dal lavoro, dall’altro hanno contribuito ad ammorbidire i cuori degli stacanovisti asiatici e a rivolgerli verso le esigenze dei più romantici. Gli imprenditori sostengono che la concessione di questi permessi speciali per crisi di cuore, sia benefico sia alla stessa azienda che al dipendente, libero, così, di poter chiarire con il partner o, magari, di trovare, con più calma, una soluzione al proprio problema sentimentale. Se, poi, l’operaio sia all’interno di una relazione duratura, avviata già da molto tempo, il suo permesso avrà una proroga, proporzionata, anche all’importanza del problema. Ciò perché, quanto più lungo è il rapporto di coppia, tanto più grave sarà il pesa del trauma subìto.

La pratica giapponese dei permessi retribuiti è già in atto da tempo e, collaudata, ha dato ottimi risultati. Sebbene, infatti, dopo una certa età, i giapponesi non si sposano più e, anche se la loro iniziativa sembra più orientata a limitare l’assenteismo più che le crisi di coppia, resta emblematica l’attenzione prestata ai problemi coniugali e a tutto ciò che ruota attorno alle relazioni sentimentali.

Stereotipi a parte,è pur vero che un soggetto, di qualunque cultura esso sia, nei momenti di crisi, di separazione dai propri affetti e, soprattutto, dal proprio partner non offre il massimo di energia che potrebbe offrire in momenti di serenità psico-fisica. Dunque, per riprendersi e riacquistare le proprie forze, è opportuno che egli se ne stia a casa a riflettere e a schiarirsi le idee, fino alla risoluzione del caso.

Ma questo metodo non potrebbe divenire uno stratagemma autorizzato per le fughe di lavoro? Voi che ne pensate?