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Prostitute senza lavoro nel 2050: al posto loro i robots

Secondo una ricerca neozelandese, nel 2050 le prostitute saranno sostituite da robots, capaci di soddisfare le esigenze dell’usuale clientela

Da tempo ormai, la macchina ha sostituito l’uomo nelle sue attività tradizionali e lo continuerà a fare, supportandolo anche in quei settori che fino ad ora sono stati strettamente di competenza umana.

È stato, infatti, pronosticato che, anche in campo sessuale, la tecnologia farà il suo corso, apportando benefici ma anche svantaggi a chi opera al suo interno.

Secondo i risultati della ricerca “Robots, Men And Sex Tourism”, condotta da due ricercatori dell’Università Victoria Wellington, nel 2050 le odierne prostitute saranno sostituite da modernissimi e realistici robots. Se però, da una parte, ciò diminuirebbe le possibilità di contagio di malattie sessuali, dall’altra sfavorirebbe l’attività di coloro che praticano il più antico lavoro del mondo. Senza dubbio, bisogna ammettere che, grazie a tale innovazione, si ridurrà anche il tasso di baby prostituzione e di tutti i traffici clandestini connessi ad esso. Condividendo l’ipotesi sostenuta dall’European Robotics Research Network, i due ricercatori neozelandesi sono convinti dell’utilità dei robots in campo sessuale, in quanto sostanzialmente più sicuri degli umani.

Si osservi, però, che tale previsione appare in parte ovvia, visto che da tempo ormai circolano sul mercato internazionale le bambole gonfiabili e i negozi specializzati offrono alla propria clientela delle innovative sex machine in grado di soddisfare le esigenze fisiche di chi ne fa uso. Di certo, a vantaggio della produttività del settore, le prostitute robots forniranno un altro valido strumento a disposizione della clientela sempre più esigente; anche se non potranno offrire quel calore umano che solo una professionista del sesso può dare. 

Nell’era del sesso virtuale, dunque è meglio scegliere la macchina o farsi trasportare dalle emozioni e dalle passioni che solo un umano può donare?