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Cybersex: è reato nelle Filippine

Il Cybersex è stato reputato un reato dal governo delle Filippine, che punisce i trasgressori con sei mesi di prigione

Nell’era di Internet, il patto stretto tra sessualità e web sembrerebbe non avere più ostacoli, se non si considerasse qualche piccolo ma autorevole divieto.

E a purificare un pò la rete ci ha pensato il governo delle Filippine che ha reputato il cybersex illegale. Da poco tempo, infatti, nello stato asiatico fare l’amore online rappresenta un reato punibile quindi per legge con alcuni mesi di reclusione. Il rapporto virtuale è diventato ormai una moda tra i numerosi utenti che utilizzano la rete per i loro approcci sessuali con gli altri. Nelle Filippine tale tendenza ha registrato un alto incremento nel tasso di inscrizioni al servizio e, proprio per questo motivo, le autorità hanno posto un freno a questi tipi di incontri via web, prendendo precauzioni a riguardo. 

Non tutti, però, reputano legittime queste misure che, secondo i principi del “Cybercrime Prevention Act”, prevedono pene severissime per coloro che le trasgrediscono. Da questo piano governativo scaturisce infatti l’intento delle autorità di tenere sotto controllo i crimini virtuali che crescono notevolmente di numero con il passare del tempo. In questo modo, divieto a parte, le Filippine rappresentano il primo Stato a vietare il cybersex e a reputare, quindi, illegale il sesso via Internet, in modo da limitare il fenomeno della prostituzione almeno in rete. 

Si cerca, così, di sensibilizzare tutte quelle donne che vendono il proprio corpo e prestazioni sessuali in cambio di bonifici in denaro; ma, soprattutto, si vuole far rispettare il valore del pudore, fondamentale per un Paese che sta ancora cercando di emergere.

Al fine di limitare la strumentalizzazione dei corpi umani, si spera che l’idea faccia breccia nei cuori di molti altri!