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Femen in protesta per l’apertura della Casa di Barbie

Il gruppo di femministe Femen ha protestato contro l’apertura della Casa di Barbi ad altezza naturale sita a Berlino

Da sempre l’uomo segue dei modelli a cui si ispira e a cui cerca di assomigliare il più possibile ritenendo di poter apparire migliore di ciò che è realmente.

Dall’altro lato c’è però chi all’aspetto esteriore preferisce quello interiore, lottando per ciò in cui crede e facendo sentire forte la propria voce contro ogni apparenza. E un’occasione di protesta è stata fornita al movimento delle “Femen” dall’apertura di una “Casa di Barbie” ad altezza naturale a Berlino, ideata e inaugurata pochi giorni fa come museo europeo in onore della bambola più famosa del mondo. Ciò ha destato l’ira di quelle donne che sono impegnate attivamente a divulgare una maggiore valorizzazione del ruolo femminile nella società e che hanno visto in questa iniziativa un progetto volgare e stereotipato.

Al grido di “La vita di plastica non è fantastica” dipinto sul petto, le femministe hanno protestato davanti alla nuova villa, “Barbie Dreamhouse”, di 2500 metri quadrati, decorata da pareti rosa e mobili appositamente a tema e situata a pochi metri dall’Alexander Platz. Le attiviste sono subito accorse all’inaugurazione della realtà-sogno di ogni bambina, tenendo in mano dei crocifissi infiammati sui quali prendeva fuoco la famosa bambola, in segno di opposizione al messaggio lanciato dalla sua casa produttrice alle clienti giovani e meno giovani.

Con tale scopo, il gruppo Femen ha voluto dire no allo sfoggio dell’apparenza, affermando di non accettare che un simile stereotipo finto e di “plastica” potesse rappresentare la categoria femminile. Cercando di tutelare i diritti delle donne, il movimento attivista è riuscito a fare breccia nel cuore di molti presenti all’inaugurazione e a destare la loro attenzione.

Nonostante ciò, il loro grido ha solo scosso la curiosità di quanti fossero ancora all’esterno della Barbie Dreamhouse, visto che le più piccole ospiti che si trovavano all’interno non sono state distratte dalla protesta, preferendo restare a giocare con le attrazioni proposte dalla nuova realtà di favola e non dare retta a chi proponeva loro un nuovo modello da seguire.