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Modella single spende moltissimi euro per vestire il proprio figlio

Un modella single cerca di rendere felice il proprio figlio comprandogli solo abiti e oggetti firmati

L’affetto che entrambi i genitori possono dare ad un figlio non è sempre colmabile a causa dell’assenza di uno dei due, che per un determinato motivo viene a mancare.

In questi singoli casi, il genitore che resta solo si trova a prendersi cura del proprio figlio, cercando di sanare la separazione e di alleviare il dolore per l’assenza dell’altro membro genitoriale. Spesso però non si riesce a ricoprire entrambi i ruoli e si rischia di intraprendere una via educativa sbagliata o poco attenta ai reali bisogni del proprio bambino.

Ma visto che l’educazione riveste un ruolo di rilievo nella vita di ogni soggetto condizionando il suo agire da adulto, è fondamentale porre la massima attenzione a questa delicata fase formativa.

Ogni genitore però utilizza mezzi e modalità differenti per educare i propri figli ritenendoli adeguati alla loro crescita e sfociando in un estremo permissivismo, così come testimonia l’atteggiamento assunto da una modella americana, Vicky Antonia, madre single di un bambino di 8 anni che non ha badato a spese per vestire suo figlio.

L’affascinante trentunenne, rimasta sola ad accudire Zack, ha deciso di vestire il piccolo esclusivamente con abiti firmati e costosissimi, spendendo fino ad ora ben 28000 euro solo in abbigliamento infantile. Vicky ha preso la generosa decisione nel giorno della nascita del figlio che le ha cambiato la vita modificato la carriera. Questo suo atteggiamento premuroso nei confronti di Zack appare un po’ esagerato allo stesso bambino che è costretto a non uscire di casa senza indossare un abito nuovo e cucito appositamente da un grande stilista o da un noto marchio di abbigliamento.

Così come afferma la coraggiosa mamma single, Zack “è un bel ragazzino e se questi abiti lo rendono più popolare a scuola, allora penso che sia denaro ben speso”.

Nonostante gli amici e i parenti della donna tentino ancora di convincerla a cambiare il suo metodo educativo, l’armadio del bambino continua a riempirsi esclusivamente di abiti di marca o di altri oggetti che abbiano un “nome” e Vicky mantiene la ferrea convinzione di fare la scelta giusta per il suo adorato figlio.