Distacchi e altri addii. Quando separarsi fa bene

Distacchi e altri addii. Quando separarsi fa bene: Nel libro della settimana la psicoterapeuta Gianna Schelotto ci spiega come superare il distacco da luoghi, persone e cose

Quante volte ci si è dovuti staccare con forza da qualcosa, da un luogo, da qualcuno. Il distacco causa sempre un vuoto, che può sembrare apparentemente incolmabile, ma è da qui che può, e deve nascere la voglia di riscatto, di cambiamento, di sperimentazione.
La psicoterapeuta, nonché autrice di libri sul comportamento umano, Gianna Schelotto, insegna nel suo nuovo libro “Distacchi e altri addii”, a superare la sofferenza provocata da un distacco. La certezza più assoluta è che gli addii hanno sempre due facce della stessa medaglia: lasciano in bene e il male, la voglia di fuggire e di restare, la rottura e un sottile legame

Presentazione del libro

Distacchi da persone, ma anche da oggetti, da luoghi, da situazioni. Tendiamo tutti a legarci troppo alle persone e alle cose, a sviluppare un senso di possesso che poi, quando perdiamo l’oggetto amato, ci fa soffrire. Gianna Schelotto affronta il tema della «difficoltà del distacco», spesso dovuta alla nostra insicurezza, al bisogno di ancorare la nostra identità a un contorno di elementi che in fondo non ci appartengono. Non a caso, tra le prime cause di nevrosi e di stress ci sono divorzio, licenziamento e trasloco. Analizzando alcuni casi clinici di suoi pazienti, la Schelotto spiega le ragioni che stanno alla base della sofferenza da distacco, e ci insegna a superarla.

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