La psicologia maschile spiegata alle donne

La psicologia maschile spiegata alle donne: Quanto c’è di vero dietro agli stereotipi maschili creati dalla società? Proviamo a conoscere l’essere maschile liberi da pregiudizi, attraverso il libro di questa settimana.

Quante volte giudichiamo una persona basandoci esclusivamente sui nostri pregiudizi e sulle nostre visioni cariche di stereotipi? Questo è quello che spesso accade fra un uomo e una donna: non è un caso che molti dei litigi e delle incomprensioni che nascono fra i due sessi potrebbero forse essere evitati se riuscissimo semplicemente a riconoscere la persona che abbiamo davanti per quella che è e non per ciò che la società ci ha insegnato essa sia. Il libro che vi proponiamo questa settimana ha proprio lo scopo di rivalutare l’identità maschile agli occhi della donna, partendo da quello che l’uomo è veramente, liberandolo dal più grande dei pregiudizi: quello della “maschilità”.

Il “maschile” è un assunto, una categoria, un simbolo. Esistono solo e soltanto uomini singoli e giammai nessuno è incarnazione del “maschile” tout court. Noi uomini ci riconosciamo solo molto in parte nella rappresentazione sociale predominante del maschile, soprattutto di quell’immagine monodimensionale che viene erogata da istituzioni come la burocrazia, l’esercito, l’economia, la politica, lo sport, ecc. Mai coincidiamo con la visione stereotipata del maschile. La maschilità, dunque, è solo un’ottica, un filtro, un diaframma che serve a dare “profondità di campo” alla conoscenza. Questo libro invita a partire dalla condizione disarmata del nudo corpo maschile, smettendo così nell’armadio della storia le coperture elaborate dalle istituzioni sociali. Non dal solo maschile dipende ormai l’iscrizione sociale delle prossime generazioni. Uomini e donne insieme costituiscono una partnership per la socializzazione dell’umanità futura. Dal recente “rimescolamento” del maschile, di cui si deve ringraziare il femminismo e le suggestioni provenienti dalle identità sessuali alternative, potrebbe svilupparsi un uomo “diverso”. La “verticalità” nuova del maschile dovrà e potrà includere una componente maggiormente ricettiva, come fosse un’antenna aperta all’esplorazione del mondo.

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