Manuale (d’amore) per la ragazza postmoderna

Manuale (d’amore) per la ragazza postmoderna: Nel libro che vi proponiamo questa settimana un ritratto efficace e completo della donna dei nostri tempi, passando attraverso gli avvenimenti che l’hanno resa un essere determinato e indipendente..

Com’è cambiata la figura della donna nel corso del tempo? È possibile realizzare un identikit della donna attuale? L’autrice del libro che vi proponiamo questa settimana compie un viaggio attraverso le tappe che hanno reso il sesso femminile indipendente, completo, capace di miscelare la giusta dose di emozione e razionalità. Una donna moderna, anzi postmoderna, che fa della sua determinazione il suo punto di forza. Quanto le donne si riconoscono in questo ritratto? E quanto gli uomini ritrovano queste stesse caratteristiche nella propria compagna?

Chi è e come si riconosce la vera ragazza postmoderna? Come ci spiega Valentina Camerini: “La protagonista di questo volume è un nuovo modello di giovane donna, frutto di una sintesi generazionale tra le nonne vissute negli anni Cinquanta e le mamme peace & love che hanno manifestato in piazza per ottenere divorzio e pillola contraccettiva. Nel suo bagaglio culturale sa coniugare la saggezza del passato con la parità dei sessi, orecchini di perle e ruoli di responsabilità al lavoro. Sa quando è il momento di mostrare il cervello e quando lasciare senza parole il proprio compagno con una mise mozzafiato. La ragazza postmoderna si differenzia dalle generazioni precedenti per un carattere deciso, una nuova elasticità mentale e consapevolezza della propria complessità. Pretende un lavoro interessante, un armadio pieno di scarpe con il tacco dodici e un compagno che la adori. La ragazza postmoderna è il futuro ma anche il presente e diversi tipi di passato. Guarda la vetta e non si arrende, sogna in grande, ama senza darsi limiti ma a modo suo. Piange se serve, ha i piedi saldamente ancorati a terra e gli occhi puntati verso il cielo. È guidata dalla fiducia verso la vita, è fragile e forte insieme. Avanza facendo propria la massima di Beckett: ‘provare di nuovo, fallire di nuovo, fallire meglio'”.

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